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A força da comunicação


Diario


9 marzo 2008

Il denaro può comprare.....

     
Il denaro può comprare un letto, ma non il sonno;
libri, ma non l'intelligenza;
cibo, ma non l'appetito;
una casa, ma non una famiglia;
medicine, ma non la salute;
lussi, ma non la cultura;
divertimenti, ma non la felicità;
un passaporto per qualsiasi posto, ma non per il Paradiso ...

Il segreto della felicità sta nella libertà;
 il segreto della libertà sta nel coraggio !!!
 
O dinheiro pode comprar uma cama, mas não o sono;
livros, mas não a inteligência;
alimentos, mas não o apetite;
uma casa, mas não um lar;
medicamentos, mas não a saúde;
luxos, mas não a cultura;
divertimentos, mas não a felicidade;
um passaporte para qualquer lugar, mas não para o Paraíso...

O segredo da felicidade está na liberdade; o segredo da liberdade está na coragem!!!


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8 marzo 2008

AUGURI A TUTTE LE DONNE!


Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.

 


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7 marzo 2008

Cavallo di fuoco... La fantasia del mio figlio...

 



De fogo! Um cavalo? Di fuoco! Un cavallo?
É dificil de acreditar. É difficile da credere.

Mas se o queremos ver, Ma se lo vogliamo vedere,

Apenas temos que imaginar. Dobbiamo solo immaginarlo.

Utilizando a imaginação, Utilizzando la immaginazione,

Conseguimo-lo ver. Riusciamo a vederlo.

E abrindo o coração, E aprendo il cuore,

Basta querer. Basta volere.

Mas depois de o ver, Ma dopo averlo visto,

Ficamos a pensar. Restiamo a pensare.

Mais tarde vimos a perceber, E piú tardi capiremo,

Que é preciso sonhar. Che é necessario sognare.

Deveremo-nos cuidar, Dovremo curarci,
Porque vida só temos uma. Perché di vita, ne abbiamo solo una.

Mas também aproveitar, Ma anche sfruttarla, perché
Não viveremos mais nenhuma. Non vivremo piú nessuna.


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6 marzo 2008

Breve Storia di Portogallo...

 

Con una frontiera tanto estesa sul mare, non sorprende che nel corso della storia abbiamo dovuto assistere a tanti sbarchi e partenze. È per questo che siamo ormai da molto tempo aperti al mondo e alla comunicazione.

Abbiamo accolto genti di origini diverse: fenici, greci, cartaginesi, romani (i quali ci hanno lasciato in eredità la lingua che oggi parliamo), popoli nordici e della Mauritania.

Nonostante tanta mescolanza, il nostro Paese è tra i più antichi d’Europa. Nel XII secolo si rese indipendente dagli altri regni peninsulari grazie al conte  Afonso Henriques, il quale fu il nostro primo re per sua volontà.
Un secolo dopo, con la conquista dell’Algarve, il Portogallo terminava di tracciare le sue frontiere continentali.

Alla fine del XIII secolo il re D. Dinis creò la nostra Università, una delle più antiche d’Europa, insediandola nella bella città di Coimbra.
Nel XIV, XV e XVI secolo, siamo stati i primi europei a raggiungere l’Africa, il lontano Oriente e il più profondo continente Sudamericano, da cui abbiamo riportato numerose rarità. E ancor prima di proseguire per le coste dell’Africa, abbiamo incontrato gli arcipelaghi delle Azzorre e di Madeira, che sono parte del nostro territorio nell’Oceano Atlantico.

Dopo una crisi dinastica che mise il paese sotto la giurisdizione della Corona di Spagna, nel 1640 abbiamo nuovamente avuto un re portoghese poiché, per quanto discreti, possediamo un forte senso dell’indipendenza. Nel XVIII secolo, D. João V, re assolutista e amante dell’arte, fece costruire l’immenso palazzo-convento di Mafra e il grande Acquedotto che riforniva d’acqua la città di Lisbona. Nel XIX secolo, lotte interne indebolirono la Monarchia, che cadde infine nel 1910, anno dell’insediamento della Repubblica.

Facciamo parte della UE dal 1986, pur continuando a valorizzare le nostre peculiari caratteristiche.

Grazie a questi brevi cenni storici, vedrete che la nostra Arte è leggermente diversa da quella che già conoscete. Soffermatevi soprattutto sulle nostre manifestazioni artistiche più singolari: il “Manuelino”, esaltazione dell’epoca delle Scoperte, il modo in cui siamo esperti nell’arte dell’azulejo o ancora il nostro Fado, la canzone che dà voce alla nostalgia.


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5 marzo 2008

Giocare a golf a Lisboa

                                       Giocare a golf a Lisboa
Luogo: Arroeira
Photo: Aroeira Golf     Chi non può fare a meno di una partita a golf, troverà, a soli 45-60 minuti da Lisbona, campi per tutti i livelli.

Approfittate di un soggiorno a Lisbona, città di negozi, cosmopolita e animata, per giocare sui campi da golf della regione. 
                        


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4 marzo 2008

Il giro dell’Isola di Madeira

Il giro dell’Isola di Madeira
Luogo: Funchal
Photo: DRT Madeira
 Nonostante le piccole dimensioni, Madeira è ricca di scenari maestosi e di rara bellezza. Affitta un’automobile e parti alla scoperta di tutti gli incantevoli angoli di questo giardino fluttuante!

Uscendo da Funchal e dirigendosi verso ovest, troverai il caratteristico borgo di pescatori di Câmara de Lobos e Capo Girão, il più alto promontorio d’Europa e il secondo più alto del mondo - 580 m. Visita Ribeira Brava prima di raggiungere la cima Encumeada, in un percorso ricco di belvedere.


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3 marzo 2008

Recital di canto e piano (Fundação Calouste Gulbenkian )

Recital interpretato dalla mezzo-soprano Magdalena Kozená e dal pianista Malcolm Martineau, presentano un programma composto da opere di Claude Debussy, Gustav Mahler, Francis Poulenc, Richard Strauss e Antonín Dvorák
 


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2 marzo 2008

Indovinello!!!!! Adivinha!!!!

 

Che cosa è ????
E' speciale ed è sempre presente,
ma non è Dio.
E sacro,
ma non è santo.
Ti fa ridere nei momenti difficili,
ma non è una storiella.
Asciuga le tue lacrime,
ma non è un fazzoletto di carta.
Ti ascolta per ore di fila,
ma non è uno psicologo.
Scopre i tuoi pensieri,
ma non è un veggente.
Quando appare è una bella sorpresa,
ma non è un regalo.
Vibra e fa il tifo per te,
ma non appartiene al tifo organizzato di nessuna squadra di calcio!!!
Sapete chi è ?
Aspetto le vostre risposte e domani ve lo dirò !!!

Que coisa é????
È especial e está sempre presente,
mas não é Deus.
È sagrado,
mas não é santo.
Faz-te rir nas horas dificeis,
mas não é anedota.
Enxuga as tuas lagrimas,
mas não é lenço de papel.
Ouve-te horas a fio,
mas  não é psicologo.
Descobre os teus pensamentos,
mas não é vidente.
Quando aparece é uma boa surpresa,
mas não é um presente.
Vibra e torce por ti,
mas não pertence a nenhuma claque de futebol!!!!
Sabem o que é´?????
Espero as vossas respostas, e amanha digo-vos!!!!!!!!!!


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1 marzo 2008

Buono fine di settimana a tutti!! Bom fim de semana a todos!!

 Diversione-Sim!!!! Diversão-Sim!!!!!!


  
Stress-no!!!!  Stress-Não!!!!


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29 febbraio 2008

Settimana Santa nella città di Braga

Assistete alla Settimana Santa nell’antichissima città di Braga, nella regione di Porto e Norte.

La città, abbellita da decorazioni che ricordano la celebrazione, e dai “Passos”, altari di strada, si riempie di fiori e di luci, complemento delle chiese sontuose.

 Luogo: Braga
Photo: CM Braga


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28 febbraio 2008

Mio Figlio...

Meu filho, meu amigo, companheiro, irmão, pai, mestre...
meu maior TESOURO!


 




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27 febbraio 2008

Oggi sono triste...

Oggi sono molto triste, perché mio padre é stato ricoverato in ospedale.
Papá saró con te sempre!

 




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26 febbraio 2008

Reportagem de Veneza 2

Oggi pubblico la seconda parte del racconto da Venezia del mio amico importanzade leparole. Il testo è in lingua italiana ® ed in lingua portoghese ®

Al Ristorante “Cipriani” continuavo nell’attesa ma ero preoccupato ed ansioso per essere – forse – andato al di là delle mie intenzioni. La gamba destra intanto stava cominciando a farmi molto male a causa delle pedate che quel terribile bambino mi aveva affibbiato, e mi venne da pensare che – con un po’ di allenamento – sarebbe diventato un nuovo Totti o Del Piero.

Non è che non mi piacciano le donne, ma è difficile che io abbia comportamenti di questo genere nei miei frequenti viaggi di lavoro, ma il solo bere il mio Martini classico in una città di sogno come Venezia, mi aveva fatto sentire affascinante come Sean Connery nei suoi films dell’agente 007 !

Quando la bella signorina arrivò, sempre in maschera dorata ma con una elegante “mise” (calzoni grigi e camicetta di seta bianca) di Giorgio Armani, cominciai il complicatissimo discorso che mi ero preparato per spiegarle che non sono un “giovanotto”, e che non sono libero da impegni … Sentivo però un profumo familiare ...

Lei, senza parlare, prese dalla sua piccola borsa un fazzoletto nero profumato (con Sicily di Dolce & Gabbana), e mi coprì gli occhi. Poi si chinò per darmi un bacio, ma nel momento in cui le sue labbra toccavano le mie (bellezza !), compresi con felicità ed immenso sollievo chi mi stava baciando.

Era mia moglie, che pensavo a decine di migliaia di Km di distanza, e che invece era riuscita ad effettuare il lungo viaggio dall’altra parte del mondo in tempo per cogliermi di sorpresa e per farmi passare il Martedì Grasso del Carnevale di Venezia insieme a lei ed a quel terrorista di mio figlio il quale, ben istruito dalla madre, era riuscito a vendicarsi dell’ultimo castigo che gli avevo dato !

Il vecchio cameriere del “Cipriani”, chiaramente complice di mia moglie fin dall’inizio, riuscì a servirci il “risotto alla milanese”, quello originale con lo zafferano ed il midollo di bue, con un barbera vintage del 2001. Questo forse è stato il più bel Carnevale della mia vita …

Oggi è il mercoledì delle Ceneri, e quindi “Memento homo, pulvis es et in pulverem reverteris”: “Uomo ricordati, polvere sei e nella polvere ritornerai”.

Prima che mi dimentichi vado subito ad iscrivere mio figlio ad una scuola di calcio.


                                Reportagem de Veneza 2

No "ristorante Cipriani" continuava à espera mas estava preocupado e ansioso por ter ido - talvez - além das minhas intenções. A perna direita estava a doer-me muito por causa dos pontapés daquele menino terrível, e estava a imagina-lo - depois um bocado de treinos - igual ao Totti ou ao Del Piero.

Não é que eu não goste de mulheres, mas è difícil eu ter atitudes como esta nas minhas frequentes viagens de trabalho, e só o beber o meu Martini clássico numa cidade de sonho como Veneza tinha-me feito sentir fascinante como Sean Connery nos films do 007 !

Quando a bela signorina chegou, sempre com mascara dourada mas com uma “mise” elegante (calças cinzas e camisola de seda branca) do Giorgio Armani, comecei uma conversa complicadíssima para explicar-lhe que efectivamente não sou garoto nenhum e que não estou livre de compromissos .... Estava porém a sentir um perfume familiar ...

Ela sem falar, tirou um lenço preto e perfumado (com o Sicily de Dolce & Gabbana) da sua pequena bolsa e colocou-mo nos olhos. Abaixou-se depois para dar-me um beijo, mas ao sentir os seus lábios a tocar nos meus, beleza !, de imediato apercebi-me de quem estava a beijar-me.

O meu amor, que imaginava a dezenas de milhares de Km de distancia, conseguiu desde outra parte do mundo viajar a tempo de me surpreender e passarmos a terça-feira de Carnaval juntos em Veneza, e aquele terrorista do meu filho conseguiu se vingar do último castigo que eu lhe tinha dado. A mãe tinha-lhe bem ensinado a ser actor!

O velho camareiro do "Cipriani", claramente cúmplice da minha mulher desde o inicio, conseguiu servir-nos o "risotto alla milanese", aquele original com açafrão e tutano de boi, associado a um Barbera tinto vintage do 2001 !!!! Isto foi - talvez - o Carnaval mais lindo da minha vida ...

Hoje è a quarta-feira das cinzas, e portanto “Memento homo, pulvis es et in pulverem reverteris” “Recorda-te homem, pó és e na pó voltarás”.

Antes que me esqueça, vou jà escrever o garoto numa escola de "calcio".

Conto breve de IDP - Trad ita/port Opinioes




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24 febbraio 2008

La Clemenza di Tito.

 «La Clemenza di Tito», de Wolfgang Amadeus Mozart
Produzione del Teatro Nazionale São Carlos, direzione musicale di Johannes Stert, messa in scena di Joaquim Benite e scenografia di Jean Guy Lecat, conta ancora con la partecipazione dell'Orchestra Sinfonica Portoghese e del Coro del Teatro Nazionale del São Carlos (maestro titolare Giovanni Andreoli).


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23 febbraio 2008

Reportage da Venezia - Racconto breve di Idp

Oggi pubblico un altro racconto del mio amico importanzadeleparole

Reportage da Venezia ®

Sono qui. Sono qui nel "Ristorante Cipriani" di Venezia a bere il mio Martini Cocktail classico con buccia di limone e Bombay, ed anche se io preferisco il gin alla vodka, mi sento uguale allo 007 di Sean Connery: "melted, not shaked". Sono qui vicino a gente elegante e raffinata con perlomeno due  marchesi tra i parenti prossimi, che parlano piano, che addirittura chiedono "permesso?" per tirati addosso i coriandoli.

Mentre sorseggio il mio Martini appare una donna con una maschera dorata fatta di tessuto. La maggior parte del tessuto stava nella maschera, perchè (quasi) tutto il resto del corpo stava bene in mostra tanto che il vecchio cameriere del Cipriani si ferma accanto a me e mi dice, sospirando, "Beata gioventù!"

La ragazza era accompagnata da un bambino mascherato da gorilla, di 6-7 anni (l'età di mio figlio) che guardava e toccava dappertutto ed in particolare nel mio tavolo dove, oltre al bicchiere, c'erano gli apetizers. "Posso tirarle i coriandoli?" fa lei mostrando dinanzi a me tutte quelle curve, ed io: "Naturalmente signorina!". E così lei, subito dopo ed muovendosi meravigliosamente, butta nella mia direzione due o tre coriandoli, mentre il bambino comincia a darmi pedate nellle tibie con tutta la forza che aveva. "Stai buono, ragazzino ..." dico io, completamente imbambolato e senza sentire alcun dolore.

Non c'è dubbio che le donne hanno su di noi poveri uomini un potere enorme perchè, in un'altra occasione, con certezza assoluta avrei afferrato il bambino pestifero per il collo e lo avrei gettato fuori dalla finestra nel bel Canale di Venezia!

Il cameriere, a cui questa sera dovrò dare una mancia astronomica, entra intanto in scena e chiede alla meravigliosa creatura: "La signorina pranza qui ?", ed io guardandola : "Spero che non abbia altri impegni ...". E lei : "Vado a casa ad accompagnare il bambino ed a mettermi qualcosa di più comodo e ritorno presto, adoro il risotto che fanno qui  ...". Nel frattempo il bambino continuava a bombardarmi le tibie, ma giuro che non ho sentito niente, e adesso sono qui ad aspettare ...

A presto, boggers !  (segue ...)

 Reportagem de
Veneza !!! ®

Cheguei! Estou aqui no “Ristorante Cipriani” de Veneza a beber o meu Martini Cocktail clássico com casca de limão e Bombay, e, apesar do facto que eu prefiro o gin ao vodka, sinto-me igual ao 007 de Sean Connery: "melted, not shaked".

Estou ao lado de gente elegante e refinada  com pelo menos dois marqueses ou aparentados, que falam baixo, e que até pedem “permesso?” para atirar-te os confetes (nós chamamos de “coriandoli” aqueles pedacinhos de papel pintado usados no Carnaval e nos feriados para festejar alguma coisa).

Enquanto saboreio o meu Martini aparece uma menina com mascara dourada de tecido. A maior parte do tecido está na mascara, porque (quase) todo o resto do corpo está bem à mostra tanto que o velho camareiro do Cipriani pára ao meu lado e me diz, suspirando, : “Bendida juventude!” 

A senhora estava acompanhada por um menino fantasiado de gorila, com 6-7 anos (a mesma idade do meu filho) que ia olhando e pegando em tudo e em todo o lado, em particular na minha mesa onde havia os aperitivos. “Posso atirar-lhe “i coriandoli”?” Pergunta-me ela espalhando à minha frente aquelas curvas todas, e eu : “à vontade, signorina!”. E logo depois,  mexendo-se maravilhosamente, mandou na minha direcção dois ou três confetes, e o menino começou a dar-me pontapés nas tíbias com toda a força que tinha. “Stai buono, ragazzino ...” digo eu, longe de sentir alguma dor.

E’ verdade que as mulheres têm um poder enorme sobre nós pobres homens, dado que, numa outra altura, com certeza absoluta tinha apanhado a peste do menino pelo pescoço e deitado pela janela, no belo Canal de Veneza.

O camareiro, a quem esta noite vou dar uma gorjeta astronómica, entra em cena e pergunta: “La signorina pranza qui?”, e eu olhando-a : “Espero que não tenha outros compromissos...” E ela : “Tenho, mas vou acompanhar o menino a casa e volto já, adoro "il risotto" que servem aqui ...” Tento esquecer os vinte pontapés que recebi daquele terrivel menino, e agora estou aqui á espera....

Até logo bloguers ! (continua ...)

Trad. ita/port opinioes


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22 febbraio 2008

Le sette colline di Lisboa


Le sette colline di Lisboa
Luogo: Lisboa
Photo: José Manuel Ammirare Lisbona dai belvedere e svelare il mistero delle sette colline è un modo diverso di scoprire la città.

Lisbona è stata costruita su sette colline, in riva all’Atlantico, più di duemila anni fa. Una lunga storia che si può ripercorrere a piedi, salendo ai belvedere. Facilmente individuabili, sono il modo migliore per percepire l’evoluzione della città.

Iniziate da Castello, dove Lisbona è nata guardando verso il fiume. Percorrete le strette viuzze che scendono ad anfiteatro dai quartieri dell’Alfama e della Mouraria e lasciatevi coinvolgere dalla vita che li anima.

Nella Baixa, vale la pena salire sull’Elevador de Santa Justa, costruito da un discepolo di Eiffel e che da un secolo ci porta al belvedere più scenografico, proprio nel cuore della città.

A Restauradores, potrete scegliere da un lato l’Elevador do Lavra, che porta fino al Jardim de Torel, e dall’altro l’Elevador da Glória, che sale al Jardim de São Pedro de Alcântara. Due sguardi che si incontrano.

Da São Pedro de Alcântara, continuate verso il Chiado, il quartiere preferito dai poeti portoghesi. Non stupitevi se troverete Fernando Pessoa seduto alla Brasileira, a farvi compagnia. A poca distanza, il Jardim de Santa Catarina è un belvedere sul Porto di Lisbona, dove il gigante Adamastore, personificazione dei pericoli affrontati dai protagonisti delle Scoperte, continua a vigilare sull’Oceano Atlantico.

Il Percorso delle Colline può essere fatto anche in tram, partendo da Praça do Comércio e attraversando i quartieri storici, per vedere come la città è cresciuta in tempi moderni.

Quanto alle 7 colline, in ricordo della mitica Roma, ogni qualvolta saliamo a un belvedere e cerchiamo di contarle, finiamo per perdere il conto. Divertitevi a individuarle, festeggeremo la scoperta insieme.


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21 febbraio 2008

Fernando Pessoa

 

Scultura di Pessoa di fronte al caffé "A Brasileira", Chiado, Lisbona

Con una tale mancanza di gente coesistibile come c’è oggi, cosa può fare un uomo di sensibilità, se non inventare i suoi amici, o quanto meno, i suoi compagni di spirito?



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21 febbraio 2008

Museu Nacional de Arqueologia

 

Museu Nacional de Arqueologia



Fondato nel 1893 dal Dr. José Leite de Vasconcelos (1881-1941), etnologo e filologo portoghese di fama internazionale, il museo occupa parte degli antichi annessi al Mosteiro dos Jerónimos (sec. XVI), monumento simbolo delle Scoperte portoghesi, classificato Patrimonio Mondiale dall’UNESCO


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21 febbraio 2008

Il barbiere di Sicilia

Oggi pubblico uno dei racconti scritti da un mio amico siciliano. Il testo è stato anche tradotto in lingua portoghese
 
Mi ricordo che, da piccolo, andavo dal barbiere con mio padre, la domenica mattina.
Gli uomini della borghesia cittadina, dopo essere andati con tutta la famiglia a Messa, avevano  l'abitudine di riunirsi in quel negozio di barbiere che aveva una vetrina dalla quale si poteva vedere ed ascoltare lo struscio delle donne, i giochi dei bambini, il passare e le grida dei venditori ambulanti.
Si parlava di tante cose, di politica, di donne, dei soliti pettegolezzi, mentre il barbiere faceva, diligentemente, il suo lavoro e spruzzava quel talco profumato, il cui odore mi illudo di continuare a sentire tutte le volte che mi avvicino ad uno di questi negozi.
Quando stavo lì, arrivava sempre alla stessa ora, puntuale come il conte di Montecristo, uno degli uomini più ricchi della città, che aveva una faccia antipatica e che mio padre semplicemente ignorava.
Il barbiere gli metteva quella tovaglia sottile azzurrina e cominciava a preparare la schiuma da barba, densa come cremosa panna montata. In quel momento, inevitabilmente, l'uomo cominciava lo stesso discorso di sempre. "Caro ragazzo", mi diceva con la mano ed il dito indice in aria, "deve sapere che l'unica persona che mi può mettere le mani in faccia è il barbiere, e solo perchè io lo autorizzo".
E il barbiere automaticamente chiedeva : "Posso?". E  lui, con un gesto di impazienza come se l'altro avesse insistito moltissimo, si collocava in posizione e diceva con una voce seria e grave, ed un'aria intimidatrice come per dirgli di stare molto attento: "Si, autorizzo!!”.

Oggi a distanza di tanti anni, quando ritorno in quella piazza, non vedo più la vetrina del negozio di barbiere che, nel frattempo, ha chiuso. E l'uomo ricco ed antipatico pare che si sia trasferito, addirittura nel Continente. Mi hanno raccontato che ha abbandonato la Sicilia subito dopo che la moglie ha fatto la "fuitina" con il barbiere.

Lembro-me que, quando era pequeno, ia ao barbeiro com o meu pai, no domingo de manhã.

Os homens da burguesia da cidade, depois de irem a missa com a família toda, tinham o habito de reunir-se naquele barbeiro o qual tinha uma vitrina donde se podia ver e ouvir o passeio das mulheres, as brincadeiras das crianças, a passagem e os gritos dos vendedores ambulantes.

Falava-se de muitas coisas, de politica, das mulheres, das bisbilhotices habituais, enquanto o barbeiro fazia, diligentemente, o seu trabalho e pulverizava aquele pó de talco perfumado cujo odor ainda me iludo continuar a sentir todas as vezes que me aproximo de uma barbearia.

Quando estava ali, chegava sempre na mesma hora, pontual como o Conde de Montecristo, um dos homens mais ricos da cidade, tinha uma cara antipática, e o meu pai simplesmente o ignorava.

O barbeiro ponha-lhe aquela toalha fininha azul celeste e iniciava a preparar a espuma da barba, densa como umas cremosas natas. Naquele momento, inevitavelmente, o homem começava o mesmo discurso de sempre. "Caro ragazzo" me dizia com a mão e dedo no ar, "deve saber que o único que me pode pôr as mãos na cara é o barbeiro, e só porque eu lho autorizo". E o barbeiro automaticamente perguntava : "Posso?". E ele, com um gesto de impaciência como se o outro tivesse insistido muitíssimo, colocava-se na posição e dizia com uma voz séria e grave e um olhar intimidador: "Sim, autorizo!!"

Hoje quando volto naquela praça já não vejo a vitrina da barbearia que está fechada. E o homem parece que foi para o Continente, contaram-me que abandonou a Sicília logo depois que a mulher fugiu com o barbeiro.

Conto breve de importanzadeleparole - Trad ita/port Opiniões




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20 febbraio 2008

Sono tornata !

Dopo un periodo di assenza, rieccomi sul blog! Vi aspetto tutti per commentare i miei nuovi posts
A presto !




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A MINHA CIDADE
  
CASCAIS
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Le rughe
dovrebbero indicare
soltanto dove
sono stati i sorrisi.
Mark Twain

Fai ogni giorno
qualcosa che non ti piace:
questa è la regola
d'oro per abituarti
a fare iltuo dovere
senza fatica
Mark Twain

Non abbandonare
le tue illusioni.
Se le lascerai,
continuerai ad esistere,
ma avrai cessato di vivere.
Mark Twain

  
Mi piace l'acqua!!!!  


    

     

                  

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